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ARTE FANO

 

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Albano Aniballi

 

   

 

nasce a San Giorgio di Pesaro (PU) nel 1967. Diplomatosi all’Istituto d’Arte di Fano ha continuato i suoi studi presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino dove ha ottenuto il diploma nella sezione di pittura. Vive e lavora a San Giorgio di Pesaro. La sua è una pittura materica di grande suggestione con il ricorso a tecniche inconsuete. I temi, a cavallo tra astratto e figurativo, evocano atmosfere infuocate o climi pacificati e rasserenanti. Il segno è elemento importante quanto il colore, apparendo spezzato, inciso, lasciato trapelare, ripetuto con ossessività o isolato diventa il tramine di riconoscibilità dell’intera opera nella sua opalescente, raffinata qualità. (Arianna Piermattei). Mi turbano di Albano Aniballi le cere d’api, i suoi legni le forme e i colori che acquistano attraverso il gesto dell’artista la dignità di essere vivente, di storia naturale, mi turba l’accurata anatomia fisiologica dei suoi olii, il modo, insomma,in cui natura e cultura - nel suo lavoro-si sposano alchemicamente in una sorta di morfologia dell’immaginario (Antonio Cioffi)

 

Marcello Diotallevi

 

 

 

è nato il 24 aprile del 1942 a Fano. E’ vissuto per lungo tempo a Roma dove per un decennio ha esercitato l’attività di restauratore presso il Laboratorio di restauro in Vaticano. Ha inizio in quegli anni anche la sua attività artistica all’insegna dell’irrequietezza. Come pittore prima, poi come scultore nei primi anni Settanta, quindi per un po’ si occupa di grafica e infine inizia a scrivere. Sul finire degli anni Settanta hanno inizio le sue incursioni nell’area della Mail Art e Poesia Visiva. In oltre trent’anni di costante attività ha collaborato con suoi interventi a libri e riviste nazionali e internazionali. Ha allestito mostre personali nelle maggiori città italiane e in alcune città straniere, partecipando nel contempo a esposizioni collettive in tutto il mondo. Fa parte del gruppo di intervento artistico “ I metanetworker in spirit”. Si occupa in prevalenza di installazioni, Poesia Visiva e Mail Art. E’ l’autore della copertina della Guida al Musée National d’Art Moderne-Centre Georges Pompidou di Parigi ( Hazan Editeur, 1983 ). Dal 1974 vive a Fano.

 

Uberto Carradori

       

 

Se è vero che le espressioni grafiche e plastiche che Carradori sottopone alla nostra attenzione sono oper "indeterminate" quanto basta per sollecitare l'osservatore o completarle secondo possibilità interpretative diverse e variabili (in modo particolare i monoliti che potrebbero indurci a opportuni ma inesatti riferimenti all'"arte povera", alla "land art" o all'"ecologic art") è ancora più vero che esse, in quanto visualizzazione del modo di essere un artista romantico, molto legato alla sua terra, il cui vero interesse è il rapporto dialettico tra l'uomo e la natura - sentita e vissuta con spontaneità - rimandano ad una linea di ricerca e ad una tendenza realista/naturalista che ha costituito la linfa vitale di gran parte della produzione artistica indigena. Persino nei Monoliti, infatti , la rottura delle convenzioni del discorso comune a favore di una "logica delle immagini" più insolita, sostanzialmente non nega la forma (senza la quale verrebbe meno la condizione indispensabile per comunicare) neppure quando ci sembra di essere di fronte ad un disordinato inventario di emozioni: il quale altro non è che una "natura morta", testimonianza di un rapporto tra l'artista e la realtà che nasce dal profondo del cuore, di un attaccamento viscerale all'ambiente e al suo vissuto, di una ricerca artistica alle cui origini sono, ancora una volta, la terra, il mare, insomma la natura nel suo complesso, nel solco di gran parte della tradizione artistica locale: più "HEART ART" che "EARTH ART" in definitiva.Questi motivi, sostenuti da un forte - quanto antico - impegno ambientalista, costituiscono nella ricerca di Carradori una costante tale da riassorbire in sé preoccupazioni di stile e linguaggio: è spesso frequente il prevalere dell'interesse per i contenuti, sull'interesse per la forma anche se tale assenza di formule codificate attorno a cui operare e di un definito indirizzo estetico di riferimento è interpretabile come dato positivo proprio per la libertà espressiva e creativa che implica.

 

Pier Igor Garoia

 

   

 

E’ nato in Francia il 9 agosto 1963, ha vissuto a Trieste, Milano, Fano, Firenze, Brisbane. Dal 1995 partecipa all’attività del Camp Fire Group in Australia e collabora con numerosi artisti australiani, in particolare con Michel Nelson Jagamara. All’attivo numerose mostre e istallazioni a Brisbane, Sidney, Melbourne, Rockhampton. Le immagini di Pierre vanno dalla mitologia classica alla modernità, dai mostri medioevali alle cronache attuali della banalità, nel tentativo di ridefinire una realtà presente e di reagire a questa attraverso una riafferamazione dell’immagine (culturale, sociale, politica, privata, intima, personale, pubblica..) come scenario culturale quotidiano di riflessione e progetto Michael Eather ha scritto di Pierre: “La base del lavoro di Pierre è il disegno. Pierre lavora con disegno e pittura come se ogni nuovo lavoro fosse la continuazione-variazione dell’ultimo. ...I suoi lavori sono spesso tracce universali che si accompagnano a simboli immensamente privati, logos e graffiti. Proprio come gli artisti aborigeni che lavorano nell’ambito di un sistema di comunicazione privato e “decorano” queste storie con una varietà di strutture, così vedo Pierre investigare continuamente questa tensione tre il fondamentale e l’inesprimibile”. (Gabrielle Corser).

 

Domenica Tamanti

 

   

 

è nata a Fano il 21 maggio 1957. Vive e lavora a Fano. Le sue opere figurano in numerose collezioni pubbliche e private. Le sue opere non aspirano ad una caratterizzazione ambientale, nè si qualificano come semplici registrazioni spazio-temporali, e dunque come mera pretesa d’essere, e meno ancora suggeriscono di essere ridotte a tecniche o generi, ma nella loro estrema complessità intendono recuperare la nozione di lavoro artistico come “espressione della totalità”. Esse avvertono l’intensità dell’altrove nei diversi momenti della loro redazione, perchè a muoverle è una profonda necessità interiore. Dietro a questa interiorità che si investe e trasforma, alitata dal soffio impalpabile di una sapienza alchemica, i prelievi di materia verso inediti rigori di flessione, si prefigura una spazialità sospesa. L’immagine, data in precedenza dalla sottile interfogliatura del medium fotografico, della stesura pittorica e di vari apporti materici, mentre nelle ultimissime opere dalla plastica interconnessione del vetro e del legno, che tradiscono sin dal primo prelievo una candidatura alla forma, mira a creare nella sua “astanza” un campo specifico che prende le distanze dalla realtà dell’esperienza. (Bruno Ceci)

 

Gesine Arps

 

   

 

è nata il 3 novembre 1964 ad Hannover ( Germania ) dove è vissuta per poi trasferirsi nel 1986 ad Urbino. Le sue opere di pittura e scultura sono state esposte in diverse città europee attualmente lavora a Cartoceto di Fano. L'opera di Gesine Arps si presenta come un’interessante panoramica sugli umori e sulle aspettative di quella generazione di artisti che ha saputo spaziare dalla pittura alla scultura, dalle installazioni all’utilizzo dei materiali di recupero, fino al disegn. Le opere della Arps sono tutte altamente simboliche ed evocative, luminose, suggestive ed oniriche nelle vibranti campiture dei pigmenti dai colori intensi, dove ritroviamo la cristallizzazione dei blu brillanti, dei rossi trionfanti. Ogni opera sboccia, con una simopatia istintuale in una iconografia dove le rivelazioni del mito, dell’arcaico, del sogno, del ricordo coinvolgono lo spettatore. Sono un diario visivo, espressionista, ricco di metafore e di simboli, dove l’artista simbolicamente ci consegna il frutto della sua ricerca pittorica e poetica. “L’artista come medium tra visibile e invisibile” scriveva Marion Opitiz per Gesine Arps, in una presentazione del 1994, e sicuramente la Arps, attraverso il suo “terzo occhio”, ci disvela l’inesplicabile stupore dei meandri più nascosti della mente, scavando nelle regioni dello spirito umano, dipanando i “tempi dell’anima”, restituendo voce ai sogni e facendosi specchio di antiche e misteriose memorie. (Marisa Zattini).

 

Paolo del Signore

 

   

 

è nato a Fano il 31 ottobre 1952. Ha studiato all’Istituto d’Arte A. Apolloni di Fano e successivamente all’Accademia di Belle Arti di Urbino diplomandosi in Scenografia. Attualmente insegna educazione artistica. Ha realizzato e tuttora realizza scenografie e costumi per spettacoli teatrali. La pittura di Del Signore crea, coerentemente con le ricerche scenografiche, gli spazi virtuali delle e dalle finestre, delle piazze , delle strade, dei paesaggi e svuota, sbiancando, le silouhettes delle sue figure, pure presenze virtuali, ipotizzate per gli attori che dovranno svolgere il dramma a gesti e a parole. Per Paolo Del Signore, la pittura., tutta la pittura è il luogo del doppio, dell’ombra, che non rimanda alla realtà, ma sottolinea l’apparenza delle cose. (Silvia Cuppini). ...una visione delle cose distaccata, ironica mai drammatica, intellettualisticamente organizzata per schemi e forme simboliche; pervicace consapevolezza che tutto vibra nel daltonico divertimento dell’apprroccio ad una visione che è reale solo nella misura in cui sa cogliere l’apparenza ed è effimera se ne tenta il superamento. (Guido Ugolini). Dal 1968 Paolo Del Signore espone in diverse città italiane con mostre personali e collettive. Sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private italiane e straniere. Vive e lavora a Fano.

 

Tulio Ghiandon

 

   

 

Gioca un ruolo fondamentale la sottigliezza inquieta della sua fantasia , l’amore e la discrezione con cui manipola e accosta reperti, la capacità di preservare almeno in parte il loro afflato esistenziale, quel poco di vita vissuta in grado di attivare nella mente dell’osservatore la reazione della memoria e della fabulazione lirica. Traspare la volontà di stabilire con minuscoli bastoncini curvati, umili sassi, frammenti di canna un più intimo rapporto, con l’intento di recuperare una realtà più autentica. Ogni cosa sembra trovare il proprio posto in questi ricreati mondi, magicamente sospesi fra soggettività lirica e oggettività formale. Tullio Ghiandoni ci ha iniziato con una ricerca fatta di piccole e povere cose, all’universo impalpabile e sconfinato della poesia, là dove, per dirla con Melotti, “le idee passeggiano nude” e il soffio delle emozioni e dei pensieri dà figura a immagini della permanenza. (Bruno Ceci).

 

Omar Toni

 

   

 

nasce a Fano nel 12 .6.65. Dal ’95 lavora con Silvia Caringi con la quale fonda a Firenze lo studio Pao Atelier d’arte e d’architettura. Pao parte dal presupposto che esiste continuità tra arte e architettura. Il lavoro di Omar Toni, sia individuale sia di gruppo si identifica nelle modalità di approccio al progetto: la relazione con il contesto, la morfologia del territorio naturale o artificiale, la materia con cui l’architettura si esprime e l’attenzione antropologica sono oggetto di ricerca, sperimentazione e dibattito. Il contenuto e la forma non sono scissi dalle considerazioni che individuano nell’uomo e nell’ambiente il punto dì relazione. Il soggetto principale della ricerca di Pao è l’uomo nella sua contemporaneità. La progettazione è applicata così in diversi campi: dallo spazio teatrale a quello urbano, dallo spazio artistico a quello architettonico. Gli strumenti della progettazione sono di carattere “materico”; il disegno diventa segno ovvero gesto che si traduce in maquette. Alcune volte il segno coincide con il disegno dell’idea, cioè lo schizzo: questo segna l’inizio di una ricerca di tipo materico nell’individuazione della qualità di luce e ombra, e di tipo spaziale e temporale nella definizione del concetto di limite e di continuità dell’opera.

 

Corrado Cascioli

 

     

 

è nato a San Giorgio di Pesaro nel 1948. Diplomato in Xilografia presso l’Istituto di Belle Arti di Urbino, inizia l’attività artistica nel 1964 dedicandosi alle tecniche incisorie, alla pittura, al disegno, alla scultura e partecipando a numerose mostre sia in Italia che all’estero. Attualmente insegna Discipline Pittoriche all’Istituto Statale d’Arte di Fano. Nel 1991 è copromotore e socio fondatore dell’Associazione dei Liberi Artisti di Fano. Vive e lavora a Fano. Le superfici dipinte di Cascioli possono essere comprese sia in direzione centripeta sia in direzione centrifuga :possono essere intese come deflagrazioni di forme e colori ,o, viceversa, come concentrazione in un volto , in una maschera o in una proliferazione di piccole forme viventi memori delle origini dell’evoluzione nate da una fantasia insonne e ambigua. Cascioli rimane coinvolto nell’opera anche per ciò che attiene la sensibilità più profonda e misteriosa dell’inconscio. Memoria personale e collettiva si mescolano sul supporto della pittura , costringendo la spettatore a un salto nella dimensione del sogno. (Silvia Cuppini).

 

Vittorio Corsaletti

 

     

 

nato a Fano dove vive e lavora. Artista che da giovane passa per numerose esperienze, in Italia e all’estero , cimentandosi con il mosaico, il murales, la pittura e lacca su pannelli, mobili , scultura caricatura e altro ancora. A Roma oltre che insegnare disegno e pittura nei corsi di di aggiornamento per il Centro Didattico Italiano varca le solie del teatro e del cinema . Numerosi gli incontri e le amicizie che lo vedono ancora giovane con Migneco, Birolli, Moravia, Antonio Giulio Maiano, Volponi e diversi altri personaggi dell’arte de della cultura. All’estero, in Canada è publicizzato da importanti canali televisivi per un grande mosaico realizzato a Toronto e numerosi murales. Negli ultimi vent’anni opera nella sua amata-odiata Fano, dando qualità e prestigio alla realizzazione di carri e maschere per il Carnevale.

 

Guadalberto Dones

 

     

 

Pittore, scultore, ceramista è nato a Gattinara (VC) nel 1947. Ha studiato all’Istituto di Belle Arti di Vercelli sotto la guida di Renzo Roncarolo.Per lungo tempo ha lavorato all’estero ottenendo successo di critica come pittore scultore di gres policromo, realizzando numerore opere pubbliche e private. Si è successivamente avvicinato al vetro progettando sculture di grande effetto. Attualmente collabora come designer e modellatore con le più prestigiose aziende europee di arredamento ed oggettistica ceramica. Vive e lavora a Fanoin via Poggi 39, Tel 0721/823336

 

Adriana Galoppi

 

   

 

è’ nata a Urbania (PU). Diplomata in Xilografia presso l’Istituto di Belle Arti di Urbino, inizia l’attività artistica nel 1963 dedicandosi alle tecniche incisorie, alla pittura, al disegno, alla ceramica, partecipando a numerose mostre in Italia e all’estero. Ha insegnato figura disegnata al Liceo Artistico di Padova e di Varese. Attualmente insegna discipline pittoriche all’Istituto d’Arte di Fano. L’erranza allora per Adriana Galoppi può voler dire procedere di stupore in stupore nella rilettura di un lontano passato storico, l’artista non nasconde infatti il forte richiamo esercitato dalla cultura medioevale , alla ricerca non di facili soluzioni ma dell’inquieto ricomporsi di un contenuto, dispiegato su uno sfondo nuovo. Dalla contaminazione di immagini che appartengono ai luoghi comuni della nostra cultura figurativa, riconoscibili nel rapporto dimensionale tra figura e spazio, figura ed oggetto, figura ed animali, organizzato con la libertà e la purezza di un primitivo, l’artista procede al disvelamento di una profonda visione interiore (Bruno Ceci). Adriana galoppi vie e lavora a Fano in via motevecchio 57 Tel 0721/803966

 

Giorgio Mencarelli

 

   

 

nato a Fano nel 1948. Si è diplomato all’Istituto Statale d’Arte di Fano e in scenografia all’Accademia di Belle Arti di Urbino. Ha allestito mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Vive e lavora a Fano in via Nolfi 49. I suoi dipinti e disegni sono l’espressione del sommesso parlare del sogno mattinale, costruiti più sulle cose che strutturati in racconto: al primo risveglio. Infatti, le immagini della notte si compongono nella mente in ordine paratattico e solo successivamente si ordinano secondo le linee di una coerente narrazione e la memoria visiva si fa labile in mancanza di quell’elemento di coesione che è dato dalla sintassi, come già ebbe a notare acutamente Carnevali, presentando l’artista in occasione di una sua personale presso la Bottega Giovanni Santi di Urbino nel 1981. Si trattava di opere dal sapore quasi sacro, anche se il tema era quello profano di nudi, paesaggi e figure trasognate di adolescenti. La sacralità traspariva dalla ricercata e quasi irreale gamma della scala cromatica, dal consumato e perfetto uso del disegno, dalla spazialità costruita sulle ombre degli interni o dalla luce meridia eternamente allo zenit dei paesaggi. (Silvia Cuppini).

 

Salvatore Monaco

 

     

 

è nato a Comiso (Ragusa) nel 1945; vive a Fano in Via Serafin, 1.Tel.863336. Ha intrapreso gli studi artistici a Comiso e li ha proseguiti a Pesaro e Urbino dove hanno curato la sua formazione umana e artistica i Maestri Ferruccio Ferri e Loreno Sguanci. Dal 1968, oltre alle mostre personali , ha partecipato a numerose mostre collettive e ad esposizioni pubbliche nazionali. Sue opere figurano in numerose collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero. Per Salvatore Monaco modellare, scolpire è sempre il motivo imperioso che lo spinge verso quella continua ricerca di sé che mai deve finire nell’uomo. E dalle sue mani escono le nuove forme limate dalla ormai sapiente pratica artigiana raggiunta attraverso una lunga esperienza di lavoro, così le terrecotte, le pietre, i legni ed i bronzi, creano immagini armoniche, levigate avvolte dalla luce. Presenze mute e misteriose, serrate nei contorni ricercati con amorosa ossessione per racchiuderci i sentimenti e bloccarli nel tempo. Queste opere si presentano come un rinnovato segno che porta con se l’antica memoria della sua Sicilia. (Loreno Sguanci).

 

Giuseppe Papagni

 

   

 

è nato ad Ancona nel 1940. Ha intrarpreso studi per la ceramica, la scultura e la pittura negli Istituti d’Arte di Pesaro di Faenza e presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia. Le opere di Papagni costituiscono il versante di una ricerca visiva che, con ansietà progressiva fissano le situazioni , l’essenza, l’estratto, l’anima di un reale indagato ed amato. Una rimeditazione informale di segno, gesto, e spazio verso l’ansia di recuperare un senso di rinnovato spiritualismo. Collabora con le riviste lo Specchio della città, Archeo Piceno e vari quotidiani. Ha pubblicato il libro La maiolica del rinascimento in Casteldurante, Urbino e Pesaro. Ha tenuto mostre personali in Italia e all’estero. Vive e lavora aFano in via Severi 15 Tel 0721/803908

 

Giancarlo Pucci

www.giancarlopucci.com

 

   

 

nato a Fano nel 1936 dove si è anche diplomato all’Istituto d’Arte. E’ vissuto tre anni a Venezia dove ha approfondito e continuato gli studi e ricerche artistico-culturali. Esordisce a Fano nel 1959. Successivamente allestisce mostre personali in diverse città italiane, partecipa a collettive e rassegne nazionali ed internazionali. Le sue opere figurano presso alcuni musei italiani e collezioni private. Vive ed opera a Fano in Via.S. Paterniano 18/D Tel. 0721/827885 Come pittore ha scelto di ritagliarsi il proprio mondo espressivo all’interno dello spazio che delimita il linguaggio metafisico da quello surrealista. Lui non è un artista maledetto, che segue il cieco furore creativo, ma è un uomo che contempla i suoi sogni, le sue visioni, la sua realtà; riflette su tutto e poi, con estrema sintesi e pulizia, crea il suo universo-quadro, ognuno bastante a se stesso, ma anche sequenza di una storia che unisce il passato al futuro nell’intuizione quasi sentimentale del significato profondo delle cose. (F. Pietracci).  Visita il sito

 

Virginio Rossi

 

   

 

nato a Fano , vive e lavora a Fano in Via della Mandria, 4 Tel.0721/807845 Un gesto sempre soppesato, mai frutto di una suggestione riflessa, non può risolversi in una combinazione aleatoria di profili che lascino inerte e destituita la capacità formale, ma nella sua interna disciplina pare guidato da una orditura entro cui l’artista fanese avverte di dover direzionare il proprio lavoro. Questo modo minuzioso di costruire l’oggetto, a suo modo coinvolgente, perchè lascia scopertamente indovinare il piacere riposto nella cura del materiale, dalla levigatura alla stesura di sottili strati di colore che non annullano quasi mai le venature del legno, se non per precise esigenze formali, trova, dunque, nella formulazione dell’immagine una misura, che non vuole risolversi esclusivamente nella definizione dei un principio di stile, ma improntare, al di là delle vicende dell’arte, il proprio modo di vivere...(Bruno Ceci).

 

Antonio R. Sarnelli

 

   

 

inizia la sua lunga attività artistica espositiva nel 1952 partecipando a rassegne nazionali ed internazionali. Nel 1957 organizza la sua prima personale di pittura a Napoli. Dal 1961 inizia la sua grande stagione di successi. Soggiorna in molte città itlaiane ed estere ed allestisce più di 100 mostre personali. Le sue opere figurano in numerose collezioni pubbliche e private. Sarnelli, napoletano di origine , oggi marchigiano, porta nell’animo e nell’ispirazione quel nativo senso di nomadismo intellettuale che gli proviene originariamente dalla madre spagnola e dall’insegnamento di un maestro eccezionale come Vasco Pratolini Nella tematica di Sarnelli la natura morta è centrale nella sua ricerca. Anche la figura spesso interagisce con oggetti che solitamente spiccano per una maggiore libertà di invenzione Nell’ultima produzione si assiste a un progressivo rarefarsi dell’elemento umano a vantaggio di quello naturalistico: i cieli si dispiegano in una particolare felicità dell’impasto del colore come fondale a nature morte, dove il dettaglio non disperde la classica misura della sintesi. (Silvia Cuppini). Antonio Sarnelli vive e lavora a Fano.

 

Adriano Cremonini

 

   

 

è nato a Porto Recanati. Si è diplomato in scultura all’Accademia di Belle arti di Bologna Tutta l’opera di Adriano Cremonini, scultore essenzialmente figurativo, è espressione di una costante e coerente ricerca di una profonda comunione tra l’uomo e la natura, in nome di un’idea di bellezza , intesa come ordine intimo ed universale delle cose. Essa, ispirata ad un ideale estetico, sostanzialmente basato su una poetica naturalistica capace di creare, al tempo stesso, atmosfere sospese e magiche, si realizza mediante un linguaggio molto suggestivo, che attraversa l’arcaico delle perdute civiltà mediterranee, l’antico delle armoniose visione plastiche protorinascimentali, il moderno delle forme archetipe evocatrici di forze primigenie e mitiche. (Francesca V. Mascarin). Le sue opere si trovano nei musei di Dunedin (Nuova Zelanda) ed Ascoli Piceno; e nelle collezioni private di Sutcliffe, Sidney (Australia.); Perlman, Miami (Florida U.S.A.); Schneider, Chicago (Ill. U.S.A.); Enke (Germania); Bologna; Torino; Milano; Fano.

 

Maria Luisa Stanzani

 

   

 

è nata a Bologna dove si è diplomata all’accademia di Belle Arti con i maestri Virgilio Guidi e Pompilio Mandelli per la pittura, Giorgio Morandi e Luciano De Vita per l’incisione. Per lei il colore è oggi, e da tempo, come una riconquista liberatoria, uno sfogo vitalistico e aggressivo mezzo per accendere il mondo di fantasiose tempeste cromatiche piene di gorghi infiorati e di frammenti figurativi. Nemica, a quanto pare, di ogni misura e regola, con i suoi verdi viola azzurri e rossi profusi a piene mani, osati come strenua sollecitudine dell’occhio nel tentativo di ricondurre a emozione la vibrazione intensa della luce. (D. Bellotti). Oltre a olii su tela realizza con successo progetti per vetrate policrome, murales per edifici pubblici, privati e restauri. Ha partecipato a mostre collettive e tenuto personali in Italia e all’estero.

 

Emilio Furlani

 

     

 

è nato a Fano nel 1941 Dopo aver frequentato l’Istituto Statale d’Arte A. Apolloni della città completa gli studi artistici presso la scuola dei Carmini di Venezia , e frequenta i corsi liberi del pittore Saetti allAccademia di Belle Arti di quella città.A partire dal 1968 si reca per studio, in Francia,Grecia, Austria Iugoslavia, Egitto e Unione Sovietica. Nel 1970 ritorna Fano per stabilirvisi definitivamente spinto da una rinnovata attenzione verso quei motivi figurali che lo avevano caratterizzato nelle prime fasi della sua attività. Elabora una visione del mondo più partecipe della realtà vissuta del quotidiano: il mare le bagnanti gli amici che frequentano il suo studio , le colline e le campagne dei dintorni, senza dimenticare quei grandi temi dell’attualità e del dibattito pubblico che hanno attraversato le vicende italiane negli ultimi venti anni....Il mondo pittorico di Furlani sembra sfiorato dal cataclisma del quotidianoo immerso; nel quadro, nella mente dell’artista girano a vortice immagini, figure, forme, fuochi fatui giornalieri - o - mattutini- che vorticano nella testa ... e il pittore che nel suo atelier muta un’anonima insipiente tavola in lucente quadro ricco di personaggi; come le stanze degli amanti, già lontani e distaccati dopo l’atto d’amore , con in basso in primo piano una coppia di gatti, che non possono essere semplicemente banalmmente dei gatti ma “figura” di altre creature. (Gabriele Ghiandoni).

 

Silvia Caringi

 

   

 

nasce a Roma nel 11.7.67. Laureata in architettura svolge attività professionale nel campo dell’architettura e dell’arte. Le esperienze architettoniche e artistiche di Silvia Caringi, insieme al collega Omar Toni sono alimentate dalla vivacità del dibattito contemporaneo sull’arte e sull’architettura. Il luogo di confronto e di dialogo sono allora le esperienze come: la scuola Berlage Institute di Amsterdam ( ’95 ), la scuola La Villette e Charenton di Parigi ( ’95 ); le partecipazioni a concorsi europei come Europan IV,VI; la vincita dei concorsi d’arte “Premio Panzano” per l’installazione permanente di un’opera artistica a Panzano in Chianti ( ’96 ) e quello a Villamagna di Firenze ( ’97 ); e la partecipazione con due installazioni al Museo L. Pecci di Prato per il progetto “Habitus, Abito, Abitare” di M. Pistoletto ( ’97 / ’98 ). Se l’opera d’arte tende verso l’architettura, anche l’architettura si avvicina all’arte, e così, per esempio, il tema progettuale del teatro diventa l’occasione di un atteggiamento materico come nel caso della ristrutturazione del Teatro dell’Orologio a Roma ( ’99 ); e persino il luogo della residenza diventa l’occasione per la definizione, in senso plastico,del rapporto tra uomo e ambiente, come nella casa per artista a Oristano ( 2000 ).

 

Giulio Marcucci

 

   

 

è nato a Cagli (PU) il 23 marzo 1948. Si è diplomato all’Istituto d’Arte di Fano ed ha continuato i suoi studi all’Accademia di Belle Arti di Urbino dove ha ottenuto il diploma di scultura. Attualmente insegna all’ Istitito Statale d’Arte di Fano. Vive e lavora a Fano, Tel. 0721/865376. Nel dar corpo alla scultura le strutture, che si articolano in volumi geometrici di estremo rigore, emergono come forme dal forte impatto percettivo, senza per questo risolversi in un pesante plastificare, ma a partire dalla propria consistenza, muovono alla conquista di uno spazio ulteriore, ben oltre quello occupato dalla singola opera. Questo modo personalissimo di avventurare la scultura nello spazio ha sollecitato nell’artista fanese un’attenzione nuova verso un uso critico della propria operatività, instaurando una tensione inedita nel modo di commisurarsi tra le forme spaziali e nel modo dell’individuo di fare esperienza diretta del lavoro, respirarne l’idea, viverne gli spazi. (B. Ceci).

 

Dante Piermattei

 

     

 

   

 

Dante Piermattei svolge la propria misura espressiva cercando di sfuggire alla omologazione dei linguaggi che semplificano l'individuazione e l'incasellamento dei risultati artistici. Superata la soglia delle mode e degli 'ismi', consapevolmente si isola per richiamarsi ad un cultura umanistica tipicamente italiana riformulando e contaminando iconografie e soggetti classici, ma senza clamore. Anzi pare rifugiarsi, preferendolo di gran lunga, nell'interesse per le tematiche della quotidianità situate in atmosfere incantate che lo riavvicinano al realismo magico di certa pittura dei primi decenni del Novecento. Così ogni suo quadro, ogni suo ritratto - la figura prevale sempre - adombra un enigma, propone un rebus ricchissimo di spunti, citazioni e riflessioni non immemori da echi che riportano alla "pittura colta", a certo anacronismo non di maniera, a suggestioni in cui sono rinvenibili, oltre agli assunti dottrinari dei grandi metafisici, il clima intrigante di un Balthus e, per certi versi, di un riveduto e pacificato Freud.
Oggi, dopo tanta schizofrenia di "nuovo" a tutti i costi, il cammino di Piermattei denuncia, in modo dichiarato, la volontà cosciente di ritrovare lo smarrito sentimento dello spirito italiano, di ritrovare il seme di un ordine negletto ancora buono per germogliare. Della qual cosa da indubbia dimostrazione ed è forse ciò che adesso, nel suo far arte, più conta. (Francesco Valenti)

Dante Piermattei vive a Fano, tel. 0721866318. Agli interessi in pittura e nella grafica creativa di pubblica utilità, accomuna quelli letterari.