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Molti fanesi, pur dediti i più
agli studi giuridici, storici e teologici o agli ozii
letterari, oppure intenti a consumare energie nelle lotte di
campanile che hanno funestato la città per secoli, quando non
presi dall’estro creativo per le arti figurative o
dall’ispirazione per la musica e per il canto, hanno trovato
anche il tempo per occuparsi di scienze (matematica,
cosmografia, meccanica, fisica, entomologia, selenografia,
ecc.) e di medicina. Medico di gran fama fu infatti Prospero
Borgarucci (sec.XVI) che godette le fiducia di Caterina de’Medici,
moglie di Enrico IV re di Francia, fu lettore dello Studio di
Padova e autore di, alcuni trattati fra cui un “Methodum pro
morbo gallico” ‘e un “De peste”. Diligente auditore e
annotatore delle lezioni presso il Collegio Romano (allievo di
Atanasio Kircher) fu invece Eustachio Amiani (sec.XVII) di cui
si conservano appunti manoscritti di fisica, matematica,
geometria, prospettiva e perfino astrologia. Interessi
analoghi ebbe anche Adriano Negusanti Jr (sec.XVII),
matematico ed astronomo, esperto di filosofia ermetica e di
astrologia, le cui opere rimasero purtroppo inedite. Risalendo
indietro nel tempo, insieme con il già ricordato Giovanni
Peruzzo dei Bartolelli, matematico, cosmografo e abile
disegnatore di carte geografiche, nonché architetto e
meccanico (sec.XV), va ricordato Carlo Giangolini (1598-1652),
geografo famoso che alla corte di Sicilia fu maestro di
geografia del giovane Filippo IV di Spagna. Fu anche per molti
anni pubblico lettore di cosmografia a Messina, disegnatore di
tavole con le quattro parti del mondo e autore di opere di
erudizione geografica come una “Anatomia dell’Impero Ottomano’
(1648) e una ‘Hedengrafia o descrizione del Paradiso
Terrestre” (1649). Nipote del famoso giureconsulto Lelio
Torelli, Antonio Torelli (sec.XVII) si dedicò allo studio
delle matematiche, della meccanica e delle arti militari (fu
Cavaliere dell’Ordine Gerosolimitano di Malta e Sergente
Maggiore delle Milizie contro i Turchi). Fu sua l’idea di uno
speciale tipo di nave a ruote, capace di procedere senza vele
e senza remi: invenzione sperimentata due volte con successo
nel 1619 e nel 1629. Matematico, nonché esperto di diritto e
economia, fu pure Giulio di Montevecchio Jr (1780-1844), amico
di Ugo Foscolo come risulta da diverse lettere
dell’epistolario del celebre poeta. Sa non dimenticare è anche
la figura di Pompilio De Cuppis (1804-1861), matematico ed
astronomo, studioso di geografia e disegnatore molto
apprezzato di tavole di selenografia. Fu inoltre autore dei
saggi: “Atmosfera lunare”, “Scoperta degli anelli di Saturno”,
“Montagne lunari” e “Fisica generale del bacino del Metauro”.
Quasi nostro contemporaneo può essere considerato Giacomo
Cecconi (1866-1941), entomologo di grande fama, autore di
saggi assai importanti di fitopatologia, microscopia,
bromatologia, ittiologia e altro ancora, in particolare del
“Manuale di entomologia forestale” (1934); né può essere
dimenticato Luigi Biancalana (1898-1973), cittadino onorario
di Fano, chirurgo famoso e ricercatore infaticabile, titolare
della cattedra di clinica chirurgica dell’Università di Torino
e fondatore del primo istituto italiano di chirurgia del
torace e del polmone (1958). Per finire non può essere
dimenticato il vivente Giordano Dimagriti Palazzi, fisico di
fama internazionale, attivo per oltre un cinquantennio tra
Bologna, Ne York, Ginevra (presso il Cren con il Premio Nobel
Carlo Rubbia) e Roma (con Giorgio Salini). Ordinario di fisica
nucleare e sub nucleare alla Sapienza di Roma, è stato
vincitore nel 1960 del prestigioso Premio Maiorana.
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Carlo Giangolini
cosmografouno dei più illustri studuosi fanesi del sec. XVII
Fano Biblioteca Federiciana |
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Luigi Biancalana (foto d'
archivio) |
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