|
STORIA ARTE CULTURA TURISMO
|
|
|
|
PERSONAGGI
CELEBRI |
|
|
Due i musicisti fanesi del
periodo barocco (secoli XVII e XVIII) degni di ricordo,
Francesco Ferrari e Antonio Giannettini (1648-1721). Il primo
fu maestro di cappella del Duomo di Fano e di quello di
Senigallia, oltre che autore del dramma per musica ‘L’amorosa
libertà’; il secondo ricoprì la carica di organista di S.Marco
a Venezia (1674-1686) e di maestro di cappella alla corte
estense di Modena (1686-1702) e compose diversi oratori (fra
cui ‘La morte di Cristo’), cantate, salmi e alcuni melodrammi
(si ricordano una ‘Medea’ e una ‘Hermione’). Relativamente al
secolo XVIII resta anche memoria di alcuni ‘virtuosi’ come
Giacomo Zaghini, che fu al servizio del margravio di
Brandemburg Culenbac Barait, Gianandrea Bellini, famoso
suonatore e docente di violoncello e Domenica Taus, applaudita
cantante nei maggiori teatri italiani del tempo. Il più
illustre fu però Vincenzo Rastelli (1760-1839), compositore e
maestro di canto, allievo del Padre Mattei a Bologna, dove fu
nominato membro di quella Accademia Filarmonica, e maestro di
cappella della Cattedrale di Fano dal 1786 al 1793. In seguito
si trasferì a Dresda dove pure rivestì la carica di maestro di
cappella più tardi di maestro di canto alla corte di Sassonia.
Nell’Ottocento il maggiore fu Alessandro Nini (1805-1880),
direttore prima della scuola di canto di Pietroburgo e maestro
di cappella a Novara e Bergamo poi. Autore apprezzatissimo di
molta musica sacra, compose pure una quindicina di melodrammi
di cui vanno almeno ricordati ‘Ida della Torre’ (1837), ‘La
Marescialla d’Ancre’ (1839), ‘Cristina di Svezia’ (1840),
‘Margherita di York’ (1841), ‘Odalisa’ (1842), ‘Virginia’
(1843), ‘Il corsaro’ (1847) e, d’argomento ispirato alla
storia fanese ‘Angiolello da Carignano’ (1863). Di un
ventennio più giovane fu Giuseppe Menghetti (1824-1886),
compositore onorario dell’Accademia Filarmonica di Bologna e
per alcuni anni direttore del Liceo Musicale di Fiume.
Meritano una citazione le sue opere ‘Acmed’ e ‘Giorvanna Gray’
(la seconda rappresentata a Trieste nel 1857) e una Messa da
Requiem (1878), eseguita a Filottrano per la morte di Vittorio
Emanuele II e ripresa a Fano per la morte di papa Pio IX. Più
prossimi ai tempi nostri vanno ricordati Antonio Castracane
(1858-1909), piccolo imprenditore locale di antica famiglia
patrizia e compositore per vocazione e diletto, autore delle
opere ‘Edelxeiss’ (1887), ‘Paron Giovanni’ (1895) e ‘Welve’
(1907), tutte rappresentate in più di un teatro italiano, e
Mezio Agostini (1875-1944), pianista, compositore e direttore
d’orchestra, che fu direttore del Liceo Musicale ‘B.Marcello’
di Venezia dal 1909 al 1940. Compose molta musica strumentale
(sinfonie, suites, concerti, ouvertures , trii, quartetti,
quintetti, brani per pianoforte e liriche da camera) oltre
alle opere ‘Il cavaliere del sogno’ (1895),’Jovo e Maria’
(1896), ‘La penna d’airone’ (1897), ‘Alciniade’ (1902),
‘America ‘(1904), ‘Ombra’ (1907, rielaborata nel 1938 con il
titolo (La figlia del navarca’), ‘L’anello del sogno’ (1928) e
‘Lisa pazza per amore’ (1941). Musicista per vocazione, oltre
che letterato e critico (musicale, fu anche il ricordato Bruno
Barilli (1880-1952), autore delle opere ‘Medusa’ (1910) ed
‘Emiral’ (1915). Fra i viventi merita infine ricordare Silvio
Zanchetti, autore di applaudite composizioni cameristiche,
orchestrali e polifoniche. Retrocedendo negli anni e passando
all’arte del cosiddetto ‘belcanto’, la palma della maggiore
popolarità spetta indubbiamente al tenore Antonio Giuglini
(1827-1865), interprete d’eccezione di numerosi melodrammi del
repertorio romantico (‘Puritani’, ‘Favorita’, ‘Trovatore’, ‘Ugonotti’,
‘Faust’) nei maggiori teatri d’Europa, compresi quelli di
Londra e Parigi. Ci sono poi da ricordare il baritono Enrico
Storti (1828-1892), primo interprete del ‘Guarany’ alla Scala
di Milano, figlio dell’apprezzato tenore bergamasco (e fanese
d’adozione) Giovanni Storti (1891-1897) e del soprano fanese
Eloisa Gaggi (1802-1887), e suo fratello (ascolano di nascita
e pure fanese d’adozione) Ercole Storti (1822-1883). Altro
apprezzato baritono fanese d’adozione fu il loretano Davide
Squarcia (1823-1890) che a Fano risiedette per molti anni,
fino alla morte, non diversamente dal tenore triestino Antonio
Oliva Pavani e dal giovane cesenate (e futuro grande divo dei
maggiori teatri d’Europa e d’America) Alessandro Bonci.Fanesi
autentici furono invece il celebre basso Cesare Tonini Bossi
(1828-1880), il basso Ezio Fucili, il noto soprano Maria
Pizzagalli (1863-1918) e il baritono Saturno Meletti,
apprezzatissimo quest’ultimo in ruoli da autenticò
(1846-1903)o specialista. Né si può concludere con la musica
senza aver ricordato la figura grandissima del direttore
d’orchestra Franco Capuana (1894-1969), fanese di nascita non
meno del suo collega ottocentesco Luigi Giammarchi Pettinari
che per un trentennio circa diede il meglio delle proprie
energie per educare musicalmente i fanesi e per il prestigio
artistico del Teatro della Fortuna. Nel campo della prosa tre
sono i grandi attori a cui Fano ha dato i natali. Il primo,
Cesare Rossi (1829-1898), è ricordato soprattutto per essere
stato il direttore-capocomico della compagnia ‘Città di
Torino’, fondata nel 1878, quando ebbe fra i suoi primi attori
Eleonora Duse e Flavio Andò. Come attore, già dall’epoca in
cui diresse una delle compagnie di Luigi Bellotti Bon, Rossi
sostenne soprattutto ruoli di caratterista e di promiscuo,
ottenendo grandi successi nel repertorio goldoniano (‘Il
burbero benefico’, ‘la bottega del caffé’, ‘Un curioso
accidente’) e in quello ottocentesco francese (‘La gerla di
Papà Martin’, ‘Rabagas’, ‘Luigi X’). Il secondo, Claudio
Leigheb (1846-1903, figlio d’arte e allievo di Luigi Bellotti
Bon, fu attore comico insuperato, interprete goldoniano
apprezzatissimo, elogiatissimo per la naturalezza e la finezza
interpretativa, derivategli da uno studio costante e da una
severa preparazione professionale? Come ebbero a scrivere i
critici del suo tempo, fu l’ultimo dei brillante,
contemporaneamente, il primo grande comico modernamente
inteso. Fece parte anche lui, con la moglie Teresina Migliotti,
della compagnia ‘Città di Torino’, passando poi al
capocomicato in società con Ermete Novelli, Flavio Andò,
Virginia Reiter e ,poco prima della morte, con Pier Camillo
Tovagliari. Fra le sue interpretazioni più famose sono da
ricordare ‘Guerra in tempo di pace’ di Moser e Scontan, ‘La
zia di Carlo’ di Brandon Thomas, ‘Il marito di Babette’ di
Gill e Meilhac, ‘Le sorprese del divorzio’ di Bisson e
numerose altre commedie e pochades del repertorio ‘fin de
siècle’. Terzo e ultimo, Ruggero Ruggeri (1871-1953): attore
fin troppo noto perché si debba qui aggiungere un’ennesima
esaltazione della sua grandissima arte di maestro della
parola, interprete unico e inimitabile. Le cronache di un
tempo parlano ancora del suo trasognato Aligi nella
dannunziana ‘Figlia di Jorio’, del suo ‘Amleto’, del suo
‘Macbeth’ e delle superbe interpretazioni dei più famosi
drammi pirandelliani (‘Il gioco delle parti’, ‘Non si sa come’,
‘Sei personaggi in cerca d’autore’ e l’eccezionale ‘Enrico IV’).
Per concludere vanno anche ricordati il nome dell’attore
Massimo Pianforini (1890-1966), fanese d’adozione, e quello
del vivente Leandro Castellani, regista affermato, autore di
film, sceneggiati e inchieste per la televisione , così come
quello di Bruno Longhini, autore di testi teatrali,
radiofonici e per trasmissioni televisive, e quelli dei noti
attori tuttora in carriera Carlo Simoni e Annita Bartolucci.
|
|
|

Foto di gruppo di musicisti
in occasione della stagione inaugurale del nuovo Teatro della
Fortuna del 1863. Al centro il tenore Antonio Giuglini alla
sua destra il direttore d’orchesta Giulio Cesare Ferrarini
Foto d’archivio |
|

Alessandro Nini, compositore |
|
 |
|
Ritratto di Mezio Agostini di
Ernesto Ballarini Cristiani (Fano, Pinacoteca civica)
|
|
|

|
|

|
|

|
|
 |
|
Antonio Giuglini (tenore) |
|
Ritratto dell' attore Cesare Rossi |
|
Ritratto dell’attore Ruggero Ruggeri.Umberto Bonfiglioli(1927) |
|
Ruggero Ruggeri interprete del dramma Errico
IV di Luigi Pirandello (1952) |
|
|
|
|
|